Gioco da Tavolo da Collezione – Dai 14 anni in su – Da 2 a 21 giocatori

Gioco da Tavolo da Collezione
Dai 14 anni in su – Da 2 a 21 giocatori

Il Gioco

Metti in tavola la piu entusiasmante tra le manifestazioni astigiane…
L’antichissimo e nobilissimo Palio di Asti!

Lancia il dado e usa tutti i tuoi mezzi per portare i tuoi colori a vincere l’ambito drappo: attiva le buche per ostacolare i tuoi avversari, sfidali a duello per provocare il temuto Cavallo Scosso, prendili a scudisciate…
Ma occhio a non vincere l’inchioda con l’insalata!

Come nel vero Palio di Asti, lo scopo del gioco è percorrere tre giri della caratteristica Piazza Alfieri col proprio cavallo, in questo caso lanciando i dadi e sfruttando le occasioni concesse dalle Carte Corsa… Ad esempio se la Carta Canapo ti vede sfavorito alla partenza, usa una Carta Falsa Partenza e si riparte da capo!
Scopri giocando le altre strategie che puoi adottare e cerca di vincere il Palio!

Metti in tavola la piu entusiasmante tra le manifestazioni astigiane…
L’antichissimo e nobilissimo Palio di Asti!

Lancia il dado e usa tutti i tuoi mezzi per portare i tuoi colori a vincere l’ambito drappo: attiva le buche per ostacolare i tuoi avversari, sfidali a duello per provocare il temuto Cavallo Scosso, prendili a scudisciate…
Ma occhio a non vincere l’inchioda con l’insalata!

Come nel vero Palio di Asti, lo scopo del gioco è percorrere tre giri della caratteristica Piazza Alfieri col proprio cavallo, in questo caso lanciando i dadi e sfruttando le occasioni concesse dalle Carte Corsa… Ad esempio se la Carta Canapo ti vede sfavorito alla partenza, usa una Carta Falsa Partenza e si riparte da capo!

Scopri giocando le altre strategie che puoi adottare e cerca di vincere il Palio!

Edito per la prima volta ufficialmente nel settembre 2008 ed andato esaurito nel giro di brevissimo tempo,
“Il Gioco del Palio di Asti” ha ritrovato una seconda vita nel 2021, con una versione ristampata in una limitatissima ed esclusivissima tiratura, con la stessa essenza del gioco originale ma fresco di “stampa”. Questa versione puramente da collezione darà lo slancio alla versione del gioco “2.0” che è in cantiere e prevista sempre per il 2021!

Edito per la prima volta ufficialmente nel settembre 2008 ed andato esaurito nel giro di brevissimo tempo,
“Il Gioco del Palio di Asti” ha ritrovato una seconda vita nel 2021, con una versione ristampata in una limitatissima ed esclusivissima tiratura, con la stessa essenza del gioco originale ma fresco di “stampa”. Questa versione puramente da collezione darà lo slancio alla versione del gioco “2.0” che è in cantiere e prevista sempre per il 2021!

Gli Autori

Il Gioco del Palio di Asti vanta il maggior numero di aspiranti autori: in tanti affermano di averlo pensato, ideato, suggerito, proposto, financo costruito negli anni passati, ma solo nel 2008 si è visto effettivamente in circolazione un vero e proprio gioco in scatola che cercava di racchiudere, in scala, tutte le emozioni della manifestazione astigiana per eccellenza.

Forse non è un’idea originale, ma ci volevano due “matti” che avessero il coraggio di buttarsi in questa avventura: ecco che dopo anni di esperienza negli oratori, nei campi scuola, nell’organizzazione di grandi eventi sportivi (tra i creatori di “Oratori in Gioco”, manifestazione multidisciplinare astigiana che pose le basi per “Piazze in Movimento”), Massimo Lazzarino e Francesco Emanuel Pellitteri partoriscono l’opera, tirandola fuori dal polveroso cassetto in cui era rimasta a fermentare per anni. È così quindi che nasce la QM Giochi (da QiQQo&Max, altro marchio apposto a diverse installazioni presenti in città), associazione di creatori e sviluppatori di giochi.

Massimo Lazzarino detto “Max”/”L’Uomo Scintilla”, l’ideatore del gioco.
Verso l’inizio degli anni 2000 l’ideatore del gioco si trova a dover combinare con fogli di calcolo diverse squadre in diversi punti gioco, in occasione di una manifestazione sportiva organizzata dal Fantasticlub, storica associazione sportiva amatoriale. Vedendo le combinazioni a nove squadre nota la somiglianza con la partenza al canapo della finale del Palio di Asti, dove appunto sono presenti nove cavalli. Quasi per scherzo inizia a sviluppare l’idea delle combinazioni di partenza che caratterizzeranno in seguito le Carte Canapo. L’idea sembra funzionare e Max incomincia a buttare giù l’idea di un gioco da tavolo che potesse racchiudere nella propria scatola la bellezza del Palio di Asti, o almeno provarci.
Incomincia a sviluppare anche gli altri aspetti del gioco, come l’avanzamento dei cavalli e le prime carte da gioco, che evolveranno nelle Carte Corsa. L’idea sembra buona, ma rimane un problema: la realizzazione materiale del gioco. Il progetto finisce in un cassetto dei desideri dell’associazione e lì ci rimane per qualche anno, finché un giorno non arriva un grafico che…

Il Gioco del Palio di Asti vanta il maggior numero di aspiranti autori: in tanti affermano di averlo pensato, ideato, suggerito, proposto, financo costruito negli anni passati, ma solo nel 2008 si è visto effettivamente in circolazione un vero e proprio gioco in scatola che cercava di racchiudere, in scala, tutte le emozioni della manifestazione astigiana per eccellenza.

Forse non è un’idea originale, ma ci volevano due “matti” che avessero il coraggio di buttarsi in questa avventura: ecco che dopo anni di esperienza negli oratori, nei campi scuola, nell’organizzazione di grandi eventi sportivi (tra i creatori di “Oratori in Gioco”, manifestazione multidisciplinare astigiana che pose le basi per “Piazze in Movimento”), Massimo Lazzarino e Francesco Emanuel Pellitteri partoriscono l’opera, tirandola fuori dal polveroso cassetto in cui era rimasta a fermentare per anni. È così quindi che nasce la QM Giochi (da QiQQo&Max, altro marchio apposto a diverse installazioni presenti in città), associazione di creatori e sviluppatori di giochi.

Massimo Lazzarino detto “Max”/”L’Uomo Scintilla”, l’ideatore del gioco.
Verso l’inizio degli anni 2000 l’ideatore del gioco si trova a dover combinare con fogli di calcolo diverse squadre in diversi punti gioco, in occasione di una manifestazione sportiva organizzata dal Fantasticlub, storica associazione sportiva amatoriale. Vedendo le combinazioni a nove squadre nota la somiglianza con la partenza al canapo della finale del Palio di Asti, dove appunto sono presenti nove cavalli. Quasi per scherzo inizia a sviluppare l’idea delle combinazioni di partenza che caratterizzeranno in seguito le Carte Canapo. L’idea sembra funzionare e Max incomincia a buttare giù l’idea di un gioco da tavolo che potesse racchiudere nella propria scatola la bellezza del Palio di Asti, o almeno provarci.
Incomincia a sviluppare anche gli altri aspetti del gioco, come l’avanzamento dei cavalli e le prime carte da gioco, che evolveranno nelle Carte Corsa. L’idea sembra buona, ma rimane un problema: la realizzazione materiale del gioco. Il progetto finisce in un cassetto dei desideri dell’associazione e lì ci rimane per qualche anno, finché un giorno non arriva un grafico che…

Francesco Emanuel Pellitteri detto “QiQQo”/”Hulkikko”, co-autore e realizzatore grafico.
…Che intento a rispolverare vecchi fumetti trova la bozza del gioco e convince l’ideatore a concretizzare l’idea, tramite il suo contributo di grafico. I due si mettono all’opera e dopo aver perfezionato le meccaniche di gioco e le sue componenti si danno da fare con la realizzazione grafica, che piano piano inizia a prendere forma. Finalmente il progetto non è più soltanto un’idea campata per aria, ma è veramente un gioco in piena regola, con tanto di tabellone, pedine e carte da gioco. Il problema a questo punto rimane la produzione e infatti il gioco viene nuovamente accantonato per qualche tempo fino a che non si risolve anche questo e finalmente nel 2008 il gioco vede la luce! Sulla creazione del gioco afferma: «Devo sempre ringraziare Max per questa idea: io lo reputo il Papà del gioco e a me piace pensare di esserne il Genitore 2, anche perché mi hanno detto che non posso essere la Mamma, ma vivo la cosa senza troppi rimpianti perché l’importante è volersi bene e io, modestamente, al mio gioco e al suo papà ci voglio bene.»

Francesco Emanuel Pellitteri detto “QiQQo”/”Hulkikko”, co-autore e realizzatore grafico.
…Che intento a rispolverare vecchi fumetti trova la bozza del gioco e convince l’ideatore a concretizzare l’idea, tramite il suo contributo di grafico. I due si mettono all’opera e dopo aver perfezionato le meccaniche di gioco e le sue componenti si danno da fare con la realizzazione grafica, che piano piano inizia a prendere forma. Finalmente il progetto non è più soltanto un’idea campata per aria, ma è veramente un gioco in piena regola, con tanto di tabellone, pedine e carte da gioco. Il problema a questo punto rimane la produzione e infatti il gioco viene nuovamente accantonato per qualche tempo fino a che non si risolve anche questo e finalmente nel 2008 il gioco vede la luce! Sulla creazione del gioco afferma:
«Devo sempre ringraziare Max per questa idea: io lo reputo il Papà del gioco e a me piace pensare di esserne il Genitore 2, anche perché mi hanno detto che non posso essere la Mamma, ma vivo la cosa senza troppi rimpianti perché l’importante è volersi bene e io, modestamente, al mio gioco e al suo papà ci voglio bene.»

Il Palio di Asti

Era il 1275 quando gli astigiani, per farsi beffa dei vinti, corsero il Palio intorno le mura della città di Alba, devastandone i dintorni.
Considerato “consueto” da Guglielmo Ventura, lo storico che narrò tali gesta, è lecito pensare che la tradizione del Palio di Asti abbia origine intorno all’anno 1000, rendendolo di fatto uno dei più antichi di Italia insieme ai rinomati Palio di Siena, Palio di Legnano, Palio di Ferrara e molte altre rievocazioni storiche a carattere cavalleresco.

Inizialmente corso “alla tonda”, cioè in un percorso circolare, per secoli si corse invece “alla lunga”, su un percorso rettilineo sulla Via Maestra, l’attuale Corso Vittorio Alfieri, alternando nelle epoche le diverse tipologie fino a stabilizzarsi nell’attuale corsa circolare.
Caratteristica principale del Palio astigiano è la presenza tra i partecipanti non solo di organizzazioni cittadine, qui chiamate Rioni, entro le mura, e Borghi, fuori le mura, ma anche di Comuni della provincia o addirittura, in epoche più remote, rappresentanti di altre città come Torino, Milano o Monza, per citarne alcune.

Rinato a nuova vita nel 1967, con pista allestita in Piazza Campo del Palio (“piazza di sotto” per gli autoctoni), nel 1988 si trasferisce nell’attuale sede di Piazza Vittorio Alfieri (“piazza di sopra”), nella sua peculiare forma trapezoidale unica nel suo genere. 
Ad oggi sono 21 i partecipanti fissi: 6 Rioni, 8 Borghi e 7 Comuni, che si sfidano in tre batterie da 7 cavalli ciascuna in tre giri di pista, con i primi tre qualificati nella finale a nove che sancisce il vincitore del sendallo.

Era il 1275 quando gli astigiani, per farsi beffa dei vinti, corsero il Palio intorno le mura della città di Alba, devastandone i dintorni.
Considerato “consueto” da Guglielmo Ventura, lo storico che narrò tali gesta, è lecito pensare che la tradizione del Palio di Asti abbia origine intorno all’anno 1000, rendendolo di fatto uno dei più antichi di Italia insieme ai rinomati Palio di Siena, Palio di Legnano, Palio di Ferrara e molte altre rievocazioni storiche a carattere cavalleresco.

Inizialmente corso “alla tonda”, cioè in un percorso circolare, per secoli si corse invece “alla lunga”, su un percorso rettilineo sulla Via Maestra, l’attuale Corso Vittorio Alfieri, alternando nelle epoche le diverse tipologie fino a stabilizzarsi nell’attuale corsa circolare.

Caratteristica principale del Palio astigiano è la presenza tra i partecipanti non solo di organizzazioni cittadine, qui chiamate Rioni, entro le mura, e Borghi, fuori le mura, ma anche di Comuni della provincia o addirittura, in epoche più remote, rappresentanti di altre città come Torino, Milano o Monza, per citarne alcune.

Rinato a nuova vita nel 1967, con pista allestita in Piazza Campo del Palio (“piazza di sotto” per gli autoctoni), nel 1988 si trasferisce nell’attuale sede di Piazza Vittorio Alfieri (“piazza di sopra”), nella sua peculiare forma trapezoidale unica nel suo genere.
Ad oggi sono 21 i partecipanti fissi: 6 Rioni, 8 Borghi e 7 Comuni, che si sfidano in tre batterie da 7 cavalli ciascuna in tre giri di pista, con i primi tre qualificati nella finale a nove che sancisce il vincitore del sendallo.

Contatti

Per fare domande sul gioco, per contattare gli autori o per qualunque altra richiesta utilizzare il modulo sottostante.
Riceverete una risposta il prima possibile.
In alternativa potete inviare una mail a info@giocodelpaliodiasti.it


    Esprimo il consenso al trattamento dei miei dati ai sensi del Dlgs 196 del 30 giugno 2003 e del GDPR (Regolamento UE 2016/679)*
    *campo obbligatorio

    Crediti

    Ho cercato di riprodurre in questo gioco da tavolo tutti i momenti fondamentali ed emozionanti della vera corsa del Palio di Asti, anche se non sarà mai possibile racchiudere in una scatola e in un tabellone quadrettato la vera essenza del Palio, considerando che la manifestazione non si esaurisce solo nella corsa dei cavalli, in quanto si immerge in un contesto di festa che dura tutto l’anno. Spero di essere riuscito a dare al gioco un minimo di “strategia paliesca” con le Carte Canapo e le Carte Corsa, che unite all’abilità del giocatore nel gestire le varie situazioni, Duelli compresi, faccia di questo gioco un momento divertente passato con gli amici. Chiedo umilmente perdono a tutti gli addetti ai lavori e appassionati del Palio perché alcuni aspetti di questo gioco non sono conformi alla realtà, ma la necessità di renderlo divertente e appassionante come se si fosse davvero protagonisti in pista, ha obbligato l’autore a formulare alcune “libere interpretazioni”, debitamente segnalate.
    Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato con qualsiasi tipo di idea, consiglio o contributo alla realizzazione di questa opera originale, in particolare ringrazio Francesco Emanuel Pellitteri che con me ha concepito e realizzato materialmente questo gioco, senza il suo contributo l’opera non avrebbe mai visto la luce.

    Massimo “Max” Lazzarino
    Ideatore del gioco “Il Gioco del Palio di Asti”

    È per me un sogno che si avvera, dopo anni e anni di studi, concept, prototipi, discussioni, litigate, litri di birra, notti insonni… Ma finalmente vede la luce, esattamente come ce lo siamo sempre immaginato.
    Anche io voglio ringraziare tutti gli amici che ci hanno aiutato e sostenuto, materialmente e moralmente, su un’idea che forse non è originale, ma che nessuno ha avuto ma il coraggio di realizzare.

    Francesco “QiQQo” Emanuel Pellitteri
    Co-autore del gioco

    Autori: Massimo Lazzarino e Francesco Emanuel Pellitteri
    Da un’idea di: Massimo Lazzarino
    Realizzazione grafica: Francesco Emanuel Pellitteri
    Illustrazione del Toju: Fabio “Febus” Maiolo
    Fotografie: Gabriele Bosco
    Sito internet:
    Gioele “Fred” Greco